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Quale scegliere e come prepararla?

La cera è senz’altro il prodotto più antico e conosciuto che, ancora oggi, usiamo per proteggere i nostri mobili e i nostri lavori, dedichiamole quindi un po’ di tempo per conoscerla più da vicino!

Va detto, ormai ce ne sono di tutti i tipi, ognuna con specifiche diverse, tant’è che quando ci troviamo a doverla scegliere nei negozi per il fai da te o nei colorifici ben forniti, rischiamo di rimanere a fissare lo scaffale per 10 minuti senza venirne a capo.

Per semplificare, guardiamo allora insieme quali sono le caratteristiche a cui dobbiamo prestare attenzione.

È utile sapere che esistono due macro tipologie di cera e la prima scelta dovremo farla qui:

  1. La cera d’api
  2. La cera sintetica o microcristallina
  3. La cera d’api è quella più nota, si può comprare già pronta o prepararsela da sé (metto in notala ricetta), nella sua versione classica è neutra, ma presenta comunque un bel colore giallo caldo e va
    benissimo per tutte le superfici lignee lisce o decorate.


Il suo uso è prevalentemente per interno, si può applicare a pennello o con un panno, a seconda della sua consistenza e va lasciata asciugare un po’ prima di tirarla per la lucidatura.

La cera sintetica

La cera sintetica o microcristallina è un prodotto di sintesi, si trova in tutti i negozi ben forniti di fai te o belle arti, esiste in versione neutra o colorata, è più resistente della cera d’api e non ingiallisce alla luce, quindi può essere usata anche su superfici esterne e su materiali diversi.

Solitamente è abbastanza compatta, non cremosa come può esserlo quella d’api, ma va comunque lasciata asciugare prima di passarla con il panno.

Per le grandi superfici, purché siano abbastanza lisce, ci si può aiutare nella lucidatura utilizzando una levigatrice orbitale su cui montare un disco morbido, ma qui siamo già nell’impiego più professionale, se vogliamo dare la cera ai mobili di casa sarà sufficiente un po’ di olio di gomito!

Per entrambe è importante che, in fase di lucidatura, si usi un panno morbido e pulito (o che è stato usato in precedenza solo per la cera) che non rilasci peli.
La lana ve bene, ma vi consiglio di fare una piccola prova prima, perché la superficie deve essere bene asciutta o raccoglierà tutti i peletti.
Io di solito uso avanzi di maglioni infeltriti tagliati a pezzi (così la lana è bella compatta e non si corrono rischi) o , ancora meglio, panni in microfibra, facilmente reperibili in qualsiasi supermercato.
Sia per applicare che per lucidare la cera vi consiglio di muovervi in tutte le direzioni, facendo sia movimenti circolari che incrociati, passando con la mano è comunque possibile “sentire” dove è già stata messa perché la superficie risulterà appiccicosa e un poco unta (toccandola dopo averla tirata invece sarà molto più scivolosa e lucida).

Per una buona manutenzione da manuale, la cera andrebbe riapplicata una volta all’anno.
Questo è sicuramente consigliato se il mobile (o la superficie) su cui l’abbiamo stesa è soggetto ad usura o molto esposto come, ad esempio, il tavolo della cucina o un portone in esterno.
In caso contrario possiamo diradare un po’ la tempistica e applicarla nuovamente quando ci accorgiamo che la superficie inizia ad essere più povera.
Significa che la cera è stata assorbita o semplicemente si è consumata ma, in entrambi i casi, non ha perso la sua funzione protettiva.
Chiudo questa panoramica con la ricetta per chi vuole cimentarsi nella preparazione della cera d’api fai da te.
È molto semplice, bisogna solo avere l’accortezza di lavorarla in un posto che possa poi essere arieggiato perché ‘odore del solvente si sente.

Materiali:

  • Cera d’api solida, si trova in panetti (interi o a scaglie) nei colorifici di belle arti o direttamente dall’apicoltore
  • Acquaragia o white spirit
  • Contenitore in metallo richiudibile, io compro in colorificio i barattoli vuoti che usano per le vernici
  • stecca –bastoncino- paletta o qualsiasi cosa di “sacrificabile” per mescolare
  • pentolino con acqua, che possa contenere per dimensione il barattolo
  • fornello
  1. Per prima cosa riduciamo il nostro panetto in pezzi più piccoli e mettiamoli nel barattolo (devono entrare comodamente e più piccoli sono prima si sciolgono)
  2. Versiamo poi l’acquaragia in quantità (deve ricoprire tutta la cera)

Prendiamo il con l’acqua (non deve superare la metà del barattolo, meglio anche leggermente meno) e mettiamolo sul fuoco (basso)

  1. Prendiamo il con l’acqua (non deve superare la metà del barattolo, meglio anche leggermente meno) e mettiamolo sul fuoco (basso)
  2. Inseriamo il barattolo nel pentolino e dimentichiamocelo per un po’
  3. Mescoliamo di tanto in tanto
  4. Quando la cera è completamente sciolta (liquido trasparente leggermente dorato) togliamo dal fuoco (attenzione perché il barattolo è ustionante) e lasciamo raffreddare senza chiudere il coperchio

Una volta fredda la cera sarà di nuovo gialla e opaca, ma di consistenza cremosa. A questo punto potremo usarla direttamente o riporla chiudendola con il coperchio.
A seconda delle nostre preferenze o dell’uso che ne vogliamo fare potremo variare la quantità di acquaragia e modificarne così la densità.

Con questo vi saluto e vi aspetto al prossimo articolo dove approfondiremo un aspetto moooolto più “decorativo” della cera, per unire l’utile al dilettevole 😉
Mi raccomando, raccontatemi nei commenti qui sotto se avete mai provato a prepararvela da soli e scrivetemi le vostre preferenze sulla tipologia e sulla consistenza della cera…son proprio curiosa!


P.S. Io adoro la cera d’api, soprattutto quando è morbida e cremosa! Rende tutto più bello!


Buona creatività
Laura