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Quando la cassetta degli attrezzi ti toglie dai guai

Da che ne ho memoria, ho sempre avuto un kit di sopravvivenza, dove per sopravvivenza intendo quelle 4 cosette che potrebbero idealmente essere utili nelle più svariate circostanze.

Coltellini svizzeri in diversi modelli e colori, elastici, cordini, pennarelli indelebili, forbici, pinzette, scotch (che quando ti serve non trovi da nessuna parte), qualche cerotto che non si sa mai. 

Ai tempi degli scout perfino una bussola, che naturalmente non ho mai imparato ad usare come si deve e oggi per fortuna si scarica sullo smartphone, caso mai dovesse servire a Milano!

Mica per niente adoravo il telefilm MacGyver e, chi è degli anni 70 come me, sa esattamente di cosa sto parlando.

Ecco, con il tempo mi sono evoluta e il mio kit di sopravvivenza, che ci stava in una tasca o poco più, è diventato una vera e propria cassetta degli attrezzi. Anche questa in evoluzione. 

Sono partita con il classico bauletto in plastica, quello che si trova in tutti i fai da te, misura piccola, per iniziare, che si è ingrandito con gli anni fino a diventare “LA” cassetta degli attrezzi. 

“LA” cassetta degli attrezzi

Una meravigliosa valigetta rigida nera con i bordi acciaio, che porto sempre con me (perfino quando vado in vacanza ) e in cui c’è dentro il mondo. Letteralmente.

Tutto quello che serve per i piccoli-grandi interventi, che col mio lavoro non si sa mai e quando sei in cantiere puntualmente capita che ti serva proprio quella cosa lì, che naturalmente non hai portato.

Ci vuole una buona dose di fantasia, un ipotetico calcolo delle probabilità e decisamente una grande capacità di immedesimazione per preparare una valigetta-kit-di-sopravvivenza come si deve.

Io, fortunatamente, non manco di fantasia e ho l’assurda capacità di prevedere molteplici scenari in lassi di tempo più o meno brevi. 

Quindi non esagero quando dico che nella mia valigetta c’è dentro il mondo. 

Anche perchè non riesco a decidermi a togliere quelle minuterie che “potrebbero” servirmi per qualche piccolo lavoro creativo estemporaneo. 

Capisco che sia difficile immaginarla in tutto il suo potenziale, perciò, essendo io senza vergogna, ci tengo a riportare per sommi capi il suo contenuto.

Il suo contenuto organizzato in un Caos Cosmico

Cosa si trova nelle mia valigetta:

  • attrezzi per interventi classici: martelli, cacciaviti, pinze di varie misure, seghetto (che non si sa mai), mini bolla portatile, metro 
  • viti, vitine, chiodi, chiodini, attaccaglie per quadri piccole medie e grandi
  • svitol
  • succhielli per legno (dovessi fare dei buchi..)
  • diverse misure di fil di ferro, zincato e non
  • scotch, forbici, taglierini, bisturi e coltellino
  • colle rapide, silicone in tubetto e patafix
  • pennelli di ogni genere
  • perline fatte da me e pezzi di feltro colorati (capitasse da fare una decorazione volante)
  • bobine di nylon, rocchetti di corda grezza (perfetti anche per la decorazione)
  • pennarello indelebile e matita
  • rivettatrice e rivetti
  • sparagraffette e punti di ricambio
  • ricambi per colla a caldo (la pistola la porto all’occorrenza perchè non ci sta nella valigetta ahimè)

Ecco, manca giusto l’Autan.

La “piccola” controindicazione è che pesa una tonnellata, quindi va scaricata con parsimonia.

Dico scaricata perché è sempre sulla mia macchina che, ovviamente, è una Doblò (e no, non un  Doblò, perché la mia è femmina, quindi è una Lei) e mi consente di portare con me i miei accessori ovunque io vada, tanto c’è spazio.

Questa abitudine ormai consolidata di poter caricare in auto  quello che voglio senza pensarci troppo, non ha fatto altro che accentuare la mia tendenza alla “previdenza” e chi mi conosce sa che sulla mia macchina si trova praticamente di tutto, perché quello che non è nella valigetta è abilmente nascosto nelle tasche delle portiere, nel baule e nello scomparto sopra il volante. 

Quindi, quando capitano lavori  fuori dagli schemi o, come in questo caso, quando  ci troviamo per l’allestimento di qualche mostra dove non sai mai bene in principio come andrà, perché l’imprevisto è dietro l’angolo,  la domanda che mi fanno subito appena arrivo è : 

“L’hai portata LA cassetta?”

Certo! Anche questa volta. Per fortuna aggiungerei.

E tu? ce l’hai un kit di sopravvivenza? Raccontamelo nei commenti, potrei prendere ispirazione!

Buona creatività

Laura